Via alla prima edizione del Disability Pride Italia




 È cominciato ieri alle ore 16,30 il Disability Pride Italia, l’iniziativa internazionale dedicata al mondo della disabilità; terminerà domenica 10 chiudendo in bellezza: in collegamento con il sindaco di New York! Infatti intorno alle ore 16.00 sarà trasmesso il video messaggio del sindaco Bill De Blasio segnando la contemporaneità dell’evento in Italia e Stati Uniti d’America, ma anche la nascita di un evento destinato a ripetersi annualmente coinvolgendo progressivamente tutti i paesi del mondo. 
 Questo evento in prima edizione assoluta vede l'alto patrocinio del Parlamento Europeo, si svolge ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo (via Paolo Gili 4), è promosso dal MoVIS Onlus insieme all'associazione Parent Project e con la collaborazione del Comune di Palermo e del CeSVoP, il Csv provinciale. 
 Lo scopo è di far riflettere sull'attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone disabili, sanciti in 50 articoli, formalmente ottenuti ma fino ad oggi poco osservati o applicati. Un’occasione per approfondire e conoscere i reali percorsi di inserimento e di autonomia per i disabili, l'accessibilità, le barriere architettoniche… e naturalmente quelle mentali; il tutto attraverso conferenze ed incontri di approfondimento. Non manca, infine, un interessante programma di appuntamenti musicali e di cinema e anche un Disability Village per conoscere le organizzazioni dei e per i disabili.
 Un evento unico in Italia, quindi, che ha avuto precedenti edizioni negli Stati Uniti, e al quale sono stata invitata a partecipare per portare la mia testimonianza sull’argomento lavoro e disabilità. È stata infatti una mia lettera aperta di denuncia, riguardo l’assenza di vere possibilità lavorative per i diversamente abili del sud d’Italia (categoria che anch’io rappresento e per la quale conduco diverse piccole/grandi battaglie) e che da alcune settimane circola su internet tramite social network e blog, a far nascere in Carmelo Comisi, organizzatore e promotore del Disability Pride Italia, la volontà di contattarmi e propormi un intervento (avvenuto in videochiamata durante la prima giornata).
 Reali possibilità lavorative per chi ha una disabilità e vive nel sud d’Italia al momento non ce ne sono (fa male dirlo, perché amo la terra in cui sono nata e dove, nel bene o nel male, dovrò costruire il mio futuro). Questo non significa che qui non ci siano disabili che lavorano, ma purtroppo non sono la maggioranza rispetto quelli che potrebbero avere una normale vita lavorativa e come tanti in quest’epoca storica così delicata e tragica si ritrovano a dover attendere un futuro migliore, o un mondo più civile. 
 Al momento per un diversamente abile trovare un lavoro è difficile ma non impossibile… un po’ come vincere alla lotteria! Questo accade anche perché sono totalmente inutili quelle che un tempo erano risorse o agevolazioni, come la Legge n. 68 del 12 marzo 1999. Tale legge avrebbe come finalità “la promozione dell'inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato” e afferma anche che  “I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie di cui all'articolo 1 nella seguente misura: sette per cento dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti; due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti; un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti”.
 Queste direttive al momento non hanno più nessuna validità reale: inviare il proprio curriculum vitae ad un ente/azienda, pubblico/a o privato/a che sia, menzionando la Legge n. 68 del 1999 equivale esattamente a spedire una normale candidatura spontanea che verrà o archiviata (nella migliore delle ipotesi) o ignorata. Un’enorme contraddizione se consideriamo che si parla molto e spesso di assistenzialismo, di voler integrare i disabili perché siano una vera risorsa e non pesino sullo Stato! Ma in quale prossimo o remoto futuro questo sarà davvero, e finalmente, possibile? 
 Fortunatamente ci sono persone che combattono, disabili che lottano per se stessi e per l’intera comunità di chi vive analoghe problematiche, e che organizzano eventi su larga scala per sensibilizzare e migliorare la vita di tutti.
 Sul sito internet www.disabilityprideitalia.org sono presenti tutte le informazioni dedicate a questo Disability Pride tutto italiano, all’interno si possono visionare gli spazi che il Comune di Palermo mette a disposizione e si possono contattare gli organizzatori per aderire al progetto.

Lorena Liberatore





ITALIANI ABBANDONATI MA NON DIMENTICATI


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Come in molti saprete, di recente Blindsight Project ha firmato un protocollo d'intesa con Aila, associazione costituita di recente per la lotta contro ogni abuso e discriminazione, per offrire sostegno legale a tutti coloro che vorranno, segnalandolo a 008 di Blindsight.
Come si può immaginare, le segnalazioni sono molte, ma soprattutto disperate! Ed è di questo che forse è bene parlare: perché ci sono tanti italiani disperati, ridotti all'osso dai tribunali e da alcuni avvocati o associazioni, senza aver mai visto un'ombra di giustizia? Purtroppo è quanto emerge dalle numerose segnalazioni, ma soprattutto dai loro contenuti: evidentemente c'è un problema.
Vale soprattutto per le persone disabili, per disservizi identici a vere truffe a carico di anziani pensionati, e per i cittadini onesti che fanno quei lavori, cosiddetti "umili", come direbbe qualcuno che di lavoro capisce poco. Più che la discriminazione o l'abuso, ci viene segnalato il vuoto di giustizia, nonostante ognuno di loro l'abbia chiesto in ogni modo e maniera. Da ciò si evince che ci sono tantissimi italiani completamente abbandonati, ma non dimenticati: perché la persona disabile e lo schiavismo fruttano si vede. Molti rimangono incastrati nel tunnel del vuoto di giustizia, che è vuoto si ma presente quando si tratta di pagare, tesserarsi o essere riconoscenti. Ci rimane di solito chi lavora mobbizzato ad esempio in un call center, o perché è disabile, adolescente o donna, ed è stato discriminato o abusato gravemente. Questo è un grande problema. Anni in giro a spendere e scrivere, ma nessuno se li fila: i loro sono problemi che non interessano molto si vede.
Ci stiamo accorgendo che sono tantissime le persone che arrivano a noi dopo numerose segnalazioni ad altri, o lunghissime, quanto inutili, pseudo azioni legali: come mai? "Ma si sa come funziona la giustizia in Italia!", direte. Ma forse sarebbe il caso di cominciare a farla funzionare meglio, dico io. A volte basterebbe solo considerare la persona, prima di una pratica, e forse tante cause sarebbero già chiuse e risolte. Perché il ladro, il razzista, il criminale ci saranno sempre e ovunque, da noi un po' troppi, è vero.
008 di Blindsight sta affrontando questo, quindi è naturale farsi delle domande e, nonostante si sia agli inizi, è troppo facile minimizzare tutto con la solita frase: ma siamo in Italia! Sì è vero ma non siamo tutti uguali, ad esempio ci sono associazioni come le nostre, ed altre che da anni fanno la stessa cosa, oppure tantissimi avvocati onesti, ma pare che si appartenga in questo caso alla minoranza in questa nazione. Così come si può considerare maggioranza, quella grande parte di italiani citati sopra, che per un motivo o per l'altro hanno bisogno di far valere i propri diritti negati da qualche incivile, o criminale, però non vengono considerati la maggior parte delle volte. Forse perché difendere un impiegato, o una persona disabile porta meno prestigio e pubblicità? Beh è sbagliato questo.
L'Italia ha ratificato alcune convenzioni, tra queste quella di Istanbul e quella con le Nazioni Unite per le persone disabili: bisogna sempre partire da questi presupposti, e infatti ci si accorge subito, girandosi intorno, di quanto questa nazione sia priva di ogni adeguamento a queste convenzioni. 
Solo informazioni, queste mie, che suscitano dubbi, e a volte anche un po' di tristezza, se si considera che questa nazione firma le convenzioni e legifera, quasi inutilmente visto quante volte poi la legge viene trasgredita, non è applicata, ma soprattutto non difesa. 
Continuate ad inviare le vostre segnalazioni, ringraziamo molto di questo e, mi auguro, che le prossime possano essere meno disperate a causa di finti difensori, o terribili consiglieri. È un'utopia d'accordo, ma se succedesse davvero, vorrebbe dire che finalmente anche l'Italia può considerarsi un paese civile. 
Di italiani civili ce ne sono comunque: gli "agenti 008" sono bravissimi! Già il solo pubblicare a tutti, nella pubblica piazza quindi, le vomitevoli azioni italiote, funziona: chi legge si vergogna e ci pensa, ad esempio, prima di parcheggiare male, almeno il più delle volte è così, ma ovviamente c'è tanto da lavorare qui per la civiltà. Non ci dimentichiamo che noi italiani, quando misero obbligatorie le cinture, ce le siamo disegnate sulle tshirt, quindi campa cavallo prima che gli italioti capiscano di essere italiani.
Un paese civile, per me, non è quel paese dove tutto è perfetto, è quel paese dove, se l'"imperfetto" mi crea un danno, c'è qualcuno che mi difende e lo punisce, con una sanzione o con il carcere se necessario, dipende dal danno subito o provocato.
Noi di Blindsight Project riceviamo le segnalazioni con 008 di Blindsight, per poi passarle ad Aila quando necessario o richiesto: al mio posto solo un replicante non avrebbe scritto questo, dopo aver letto tante oscenità made in Italy, che emergono dalle segnalazioni. 
Descrizione dell'immagine: primo piano dell'androide del famoso film Metropolis, scelta per la sua famosa espressione basita. La mia da quando abbiamo aperto 008, e di chi legge le segnalazioni.
Grazie.
Laura Raffaeli (presidente Blindsight Project)

CHICCHE SUL CANE GUIDA

Uno dei pericolosissimi ciechi cacciati via perché hanno osato salire sulla scala mobile di Belluno
Due chicche per Orba Moderna, che ultimamente è rimasta è un po' sola. Entrambe riguardano il cane guida, gli occhi a 4 zampe di chi non vede, o vede poco. La prima è carina: sono le nuove T-shirt di Blindsight Project per la Campagna Cane Guida, il cui ricavato sosterrà l'addestramento di un cane guida della Scuola Triveneta di Selvazzano: compratele e indossatele! L'altra chicca, se così si può dire, è un episodio che sa di fantascienza, perché quando un'associazione che dovrebbe tutelare persone disabili della vista, minaccia di denunciarle perché hanno osato salire su una scala mobile, illegalmente proibita dal sindaco ai cani guida, vuol dire che siamo fuori dalla realtà. Una brutta storia che vede però il nascere di un gruppo spontaneo di cittadini che, sfortunatamente per il sindaco di Belluno, diventa sempre più numeroso e disposto a non mollare, per avere il riconoscimento di un diritto, e soprattutto il rispetto della legge. Leggete cosa è successo, lo racconto a parole mie visto che ero tra le vittime di una specie di sequestro immotivato, ma anche di una gravissima discriminazione.
Laura Raffaeli (presidente Blindsight Project, cieca con cane guida, cacciata via dalla scala mobile di Belluno perché il sindaco ha detto che le unghie dei cani si incastrano, e l'Unione Ciechi di zona glielo ha confermato, anzi ha detto che dovremmo essere denunciati tutti...)

“Tina e Frida. Creaciòn y vida” (libro) di Annarita Romito



In un gioco di specchi Tina Modotti, fotografa e reporter del Messico rivoluzionario degli anni ’20, e Frida Kahlo, pittrice messicana icona dell’arte novecentesca, vengono messe a confronto per mezzo di una scrittura semplice, diretta e sintetica. Questo è Tina e Frida. Creaciòn y vida, edito dalla FaLvision (pp. 48, euro 10), nel quale l’autrice, Annarita Romito, concreta per mezzo di immagini e rapide pennellate le vite di queste due artiste, i loro amori, le loro sofferenze. E mentre si delineano meglio i loro contorni ad accompagnarle subentra la musica – un cd incluso nell’opera, composto e cantato dalla stessa autrice –, come colonna sonora e leitmotiv tematico che avvolge i personaggi analizzati in descrizioni fortemente empatiche.
Gioco magico è quello che poi vede sovrapporsi alle due donne il volto della stessa Romito, che dimostra con esse una straordinaria affinità elettiva. Non a caso l’affinità più sentita dalla Romito è verso la seconda artista, verso la sua sensibilità e le dure sofferenze fisiche ed emotive affrontate nell’arco di un’intera vita.
Frida Kahlo raccolse da Diego Rivera la lezione precolombiana aprendola al Surrealismo, trovò nella propria forza interiore, disperata, violenta e passionale, la via per affrontare malattie e lunghe degenze, noto è infatti il grave incidente stradale che subì da adolescente e che la lasciò gravemente menomata nel fisico tormentandola per tutta la vita.
Anche Tina viene descritta attraverso le sue passioni, come nell’impegno civile reso nel ritrarre rivoluzionari, lavoratori, e donne appartenenti al popolo messicano. La sua è una passionalità che dimostra l’amore per la vita anche nel dolore. Due estremi, questi, toccati da Tina Modotti come dalla punta di un pendolo invisibile e vissuti appieno, nel bene e nel male. «In lei la passione si tramutava in dolore e il dolore in passione. La passione per gli uomini che l’hanno amata, la passione per il suo lavoro, per la vita stessa» dice la Romito, anch’essa capace di mutare la passione e il dolore in arte. Ne vengono quindi tracciate, in maniera diretta e saliente, le sue imprese artistiche, la vita e la morte prematura, ma anche la particolarità dello stile fotografico, misurato e documentaristico: altro elemento forte e sentito dalla Romito, che attraverso Tina rivive l’arte di suo padre, anch’egli fotografo.
Il volume si presenta quindi come una ricostruzione biografica, approfondita con sensibilità e delicatezza. In definitiva le due artiste diventano stendardi di un forte inno alla vita: quella vita che loro hanno saputo assaporare pienamente, con femminilità e umanità.
Infine, il cd si mostra come un raffinato sigillo al testo e personale omaggio dell’autrice alle due donne che hanno ispirato la sua vena artistica. Sono contenuti in esso dieci brani jazz cantautoriali insieme a una ballad e ad un brano a cappella, ispirati ad alcune vicende vissute dalle due protagoniste, alle loro lettere private, ma anche agli scritti di Alda Merini.
La Romito, eclettica compositrice jazz e cantante, mostra tutta la sua artistica passionalità proprio nel cd, straordinario esempio di musica dalle atmosfere prevalentemente jazz, con accompagnamento di pianoforte (Vito Liturri), chitarra classica ed elettrica (Simona Armenise), sax tenore e soprano (Felice Mezzina e Vincenzo Antonicelli) e percussioni (Giovanni Chiapparino).

SENSORIAL PAD: CONTRO VIOLENZA E BULLISMO

Violenza e bullismo in aumento: l'accessibilità potrebbe combatterli? Nessuna risposta dall'Italia, fanalino di coda per l'accessibilità: da qui non si sa propio cosa rispondere, anche se immaginiamo che un centro antiviolenza accessibile sarebbe davvero l'ideale, ad esempio per quella ragazza cieca che da anni subisce abusi in casa. Idem vale per i famosi numeri verde a cui, ad esempio, quella ragazza sorda non potrà mai accedere per raccontare cosa subisce sul posto di lavoro.. Cosa fare? Intanto impariamo a difenderci va..:
Blindsight Project lancia il SENSORIAL PAD, non mancate! Leggi tutto su Pink Blindsight http://www.pinkblindsight.net/2015/03/sensorial-pad-difendiamoci-da-soli.html

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA: ANCHE LA NONA EDIZIONE CON FILM ACCESSIBILI


Anche quest'anno l'Organizzazione del Festival Internazionale del Film di Roma ha accolto la richiesta di Blindsight Project per proiezioni accessibili, nonostante nessun film italiano sia arrivato lì con sottotitoli e audiodescrizione. Subti realizzerà l'accessibilità di alcune proiezioni che il festival offrirà comunque, per continuare un importante percorso di adeguamento alla Convenzione Onu per Persone Disabili, iniziato nel 2010 con Blindsight Project.
Tutte le sale dell’Auditorium, oltre quattromila posti a sedere, a disposizione del Festival per dieci  giorni: la struttura firmata da Renzo Piano sarà il punto di riferimento per tutti gli appassionati di cinema e non solo, ospitando proiezioni, mostre, eventi, convegni, dibattiti. I 1300 mq del viale che conduce alla Cavea saranno trasformati in uno dei più grandi red carpet al mondo! Leggi tutto http://blindsight.eu/news/festival-internazionale-del-film-di-roma-blindsight-project-e-subti-curano-laccessibilita-anche-questanno/

L'INFORMAZIONE E' CIECA

«Se Massimo Giletti – scrive Giulio Nardone – avesse lasciato agli intervenuti in tutte e tre le sue trasmissioni sui “falsi ciechi” il tempo di chiarire le cose, ascoltando, invece di troncare i discorsi con domande tendenziose, probabilmente avrebbe capito alcune verità». Ci mancava Giletti per fare altra confusione e disinformazione! Quante cose avrebbe potuto dire in tv su noi ciechi,.. (...). Quante cose non si sanno e non si ha il coraggio di ammetterlo, preferendo a questo insistere su errori dovuti solo alla disinformazione, e all'ignoranza. Quali sono le diversità fra le persone con disabilità visive, e cosa fare se si incontra un cane guida, oppure perché Trenitalia esclude i ciechi dai treni! Giletti avrebbe avuto l'occasione per fare giusta informazione, parlando di quello che vivono i ciechi veri, anziché denunciare solo il cieco in bicicletta (che volendo, se impara il percorso, potrebbe anche usare..). Leggi tutto: http://lauraffaeli.blogspot.it/2014/04/finti-ciechi-e-giornalisti-falsi-un.html

BLINDSIGHT PROJECT ORA ANCHE PER APPLE E ANDROID

La nuova App di Blindsight Project 
Blindsight Project diventa ancora più accessibile: è nata la sua App!
Rimani in contatto con Blindsight Project: scarica gratuitamente l’App da Google Play Store o da Apple App Store e troverai le nostre ultime news, i nostri eventi, le gallerie fotografiche, i video, i collegamenti con i nostri partner e tanto altro! Inoltre riceverai comodamente una notifica push per ogni evento organizzato o una news pubblicata! Leggi tutto http://blindsight.eu/news/blindsight-project-ora-e-anche-una-app-gratuita-per-dispositivi-apple-e-android/

AUSILI DI LEGO: UNA STAMPANTE BRAILLE LOW COST

Sintesi vocale o braille? Lasciamoli entrambi! Mai imporre un ausilio alla persona disabile, lasciateci la scelta. Anche se ormai risulta che solo meno del 90% delle persone cieche o ipovedenti usino ancora il braille, o addirittura lo conoscano. Personalmente, da ex vedente, non lo conosco, ma dovrò impararlo. I costi però del braille sono di sicuro più alti dell'informatica e della sintesi vocale, arriva quindi da un ragazzino un'idea geniale, che va diffusa, anche per ricordare che a volte basterebbe investire in questo settore per non essere in crisi, anziché continuare a produrre aspirapolveri e autonomobili. Sulla disabilità bisognerebbe investire, non lucrare. (Laura Raffaeli)
La notizia:
"Ha solo 12 anni ma ha inventato e realizzato una stampante Braille low cost usando i Lego. La storia di Shubham Banerjee ha già fatto il giro del mondo. Facilitare la lettura, l'insegnamento e l'istruzione con uno strumento a basso costo potrebbe radicalmente cambiare la vita di chi ha perso la vista o è nato già ipovedente.
Secondo l'OMS, in tutto il mondo sono 285 milioni le persone non vedenti,(...)". Leggi tutto da GrenMe.it .
Di seguito il video

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